venerdì, Giugno 2, 2023
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Videogame e remake, l’usato sicuro

Chiunque frequenti il mondo del videogioco, per i più diversi motivi, si sarà trovato ad avere a che fare con il retrogaming. La scelta di giocare titoli appartenenti a un passato più o meno lontano, dettata dai più svariati motivi, mette in luce come il passato del videogaming si riveli in molti casi una vera e propria miniera d’oro dalla quale attingere. Si tratta di un effetto nostalgia che si è manifestato anche, soprattutto nel recente passato, attraverso un fenomeno più volte ripetuto: il ritorno di titoli passati tramite remake.

L’aggiornamento e la distribuzione come novità di titoli con diversi anni sulle spalle viene fatta in vario modo, ed è importante distinguere tra remastered e remake. La prima è un semplice aggiornamento visivo: si può pensare ai lavori fatti sulla trilogia composta da GTA 3, Vice City e San Andreas, distribuita l’anno scorso con notevoli aggiornamenti visivi, nonché svariati bug. Se una remastered è un upgrade sostanzialmente estetico, che lascia inalterato il cuore del gioco, è invece quest’ultimo l’oggetto dei remake: si tratta di giochi riscritti quasi da zero, con un nuovo motore grafico per via del tempo passato dall’opera originale, e che rispetto a questa mantengono inalterate le linee essenziali come trama, struttura e genere, sviluppando di fatto lo stesso gioco di anni prima ma con le tecnologie del presente. Si può pensare a diversi remake, tra realizzati, previsti e auspicati, ed emerge chiaramente come siano diversi i risultati ottenuti e lo spirito col quale siano stati realizzati.

Nel 2017, anticipando l’uscita del quarto capitolo, è per esempio uscito il remake dei tre titoli di Crash Bandicoot, platform protagonista fra i titoli PlayStation degli anni ’90. La N. Sane Trilogy, utilizzando un nuovo motore grafico, riunisce i tre titoli usciti nel 1996, 1997 e 1998, permettendo agli odierni videogiocatori di confrontarsi con un esponente d’eccellenza di un genere ormai desueto: un’operazione sicuramente da promuovere tanto per il risultato quanto per l’opportunità fornita.

Un discorso simile può essere fatto per Resident Evil, serie survival horror giapponese in grado di riscrivere le regole del genere zombie. Pubblicati a partire dal 1996, i primi capitoli della serie videoludica hanno avviato un fortunato franchise arrivato a toccare i più disparati media: un successo che si è riflesso anche, più di recente, in un progetto di remake. Nel 2019 e nel 2020, infatti, sono usciti rispettivamente i remake di Resident Evil 2 e 3, rendendo possibile per tutti approcciarsi a due dei primi titoli di una serie che, ancora oggi, continua a rappresentare un punto di riferimento del genere.

Non è poi raro che un remake si accompagni a un più generale progetto di ammodernamento: è esattamente il caso che ha coinvolto Mafia, il cui remake è stato rilasciato nel 2020 insieme alle remastered dei due titoli successivi. Uscito originalmente nel 2002, e seguito dal secondo e terzo capitolo nel 2010 e 2016, il suo remake è stato fatto sulla base del motore di gioco aggiornato dell’ultimo titolo: condivide con questo infatti animazioni e diverse meccaniche, pur mantenendo la trama e le missioni originali che ne hanno fatto uno dei più importanti titoli sul proibizionismo nel panorama videoludico.

Non mancano naturalmente speranze di vedere remake di titoli ormai storici, come nel caso di Red Dead Redemption: uscito nel 2010 come esclusiva console, ancora oggi l’iconico western Rockstar è privo di un suo progetto di aggiornamento. Questo, oltre che per rivivere la seconda parte di una trama che ha avuto un prequel nel 2018 con Red Dead Redemption 2, sarebbe anche un’ottima occasione per tornare sui tavoli da poker: già comparso nel più recente secondo capitolo, e sempre in voga grazie soprattutto all’apprezzamento per il poker online proposto da piattaforme specializzate in rete, il passatempo forma con il Far West un binomio reso famoso in numerosissime opere, videoludiche e non. Così come sarebbero in molti, secondo un recente sondaggio, a desiderare un remake di Persona 2 e 3, apprezzati capitoli della serie JRPG usciti a cavallo degli anni 2000, o un remake del primo capitolo di Assassin’s Creed, uscito nell’ormai lontano 2007.

Speranze che, indipendentemente dalla loro concretizzazione, non sono sicuramente campate per aria. Fra i remake già annunciati per il prossimo futuro si contano titoli come Max Payne, Splinter Cell e The Witcher, prima conversione videoludica della saga fantasy resa famosa dal terzo capitolo: il gameplay ormai datato lo rende un ottimo candidato per un remake che, avvicinandolo al suo celebre seguito, possa far appassionare ancora più videogiocatori alla fortunata serie.

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